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Taraxacum officinale – Tarassaco

 

Le foglie e i fiori si raccolgono per le cure depurative della primavera; soprattutto le radici, ma anche altre parti della pianta contengono principi amari terpeni, terassacina e tarassacerina, un glucoside, steroli, aminoacidi, tannini, un 25% di inulina e gomma. La radice e il fusto sono prodotti amari stomacali, stimolanti delle secrezioni gastriche e dell'azione colagoga. Le foglie giovani e fresche sono ricche di vitamina C e sono consumate in insalata. I fiori contengono carotenoidi e triterpeni. Candite nello zucchero alleviano la tosse, anche se esse non possono sostituire miele genuino, i cui effetti sono molto più definitivi.

 

Citazioni

 

«Galeno: tre specie: la selvatica è simile alla domestica ma ha stipiti più grandi, foglie più bianche, sottili e aspre; sapore amaro - Avicenna: effetti simili al papavero nero - (EGO):... alcuni la lessano per ammorbidirla, come anche io ho cominciato da quando i denti sono guasti; da molto tempo sono abituato a questa verdura come gli amici; avendo ora una masticazione laboriosa, preferisco cuocerla. Me ne servivo in gioventù a causa del riscaldamento dello stomaco, per raffreddarlo. Giunto in età avanzata solo questa verdura era rimedio all’insonnia: quando ero giovane, facevo ricerche sul sonno. Abituato infatti a vegliare, da giovane, volontariamente, diventato vecchio ne ero oppresso involontariamente: l’unico rimedio dell’insonnia era la lattuga mangiata tardi (ha succo umido e freddo): tuttavia non è indigesta e si digerisce meglio delle altre verdure nè trattiene o provoca l’evacuazione».

[cit. Mattheus Sylvaticus, Opus Pandectarum Medicinae, Venezia 1523, c. 361, Hkas]



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Taraxacum officinale – Tarassaco

Pianta
Image: Ms London, British Library, Egerton 747, fol. 35r.

Informazioni Generali

Orari Giardino della Minerva.
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