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Psyllium afrum (L.) Mirb. - Psillio

 

Il nome del genere deriva dal lat. 'planta', pianta (dei piedi): o per le foglie larghe di alcune specie del genere, o perchè spesso vivono nelle zone calpestate. L'epiteto specifico dal lat. 'afer, afra, afrum', punico, cartaginese, probabilmente in riferimento all'area di maggiore diffusione della pianta per quanto riguarda il bacino mediterraneo. Il vecchio epiteto 'psyllium' deriva dal gr. 'psylla', pulce per l'aspetto dei semi. I semi di Plantago afra, già noti agli antichi, contengono sali potassici e molte mucillagini e vengono utilizzati come lassativo lasciandoli gonfiare per macerazione nell'acqua. Nel decotto si forma una gelatina calmante. Le stesse mucillagini esecitano una buona azione antiinfiammatoria, emolliente e assorbente sulle mucose, sulle pelli infiammate e sono utili per le enteriti, le coliti e le dissenterie.

 

Citazioni

 

«La piantaggine chiamata psillio è fredda e umida al secondo grado. È un'erba il cui seme serve a preparare le medicine. Bisogna raccoglierla in estate; si conserva dieci anni. Ha la virtù di umidificare e raffreddare. Contro la secchezza della lingua nei casi di febbri acute, bagnare una pezza piena dei suoi semi nell'acqua fredda, poi strofinare e irrorare la lingua del paziente, dopo averla raschiata con un coltello di legno. Per la sete, disporre dei sacchettini di piantaggine psillio sulla lingua. Contro la secchezza degli organi del petto e degli organi come il cuore, il polmone, ecc. e per rilasciare il ventre troppo contratto (il malato non deve però avere il respiro corto, né un petto troppo stretto), mettere a bagno la piantaggine psillio nell'acqua per un certo tempo, gettare poi quest'acqua e dare l'erba con altra acqua molto fredda. La piantaggine psillio entra nella composizione di sciroppi prescritti contro le febbri acute; è necessario preparare i decotti in grande quantità, poiché, a causa della glutinosità della piantaggine psillio, lo sciroppo rischierebbe di attaccare alla casseruola o al cucchiaio con il quale si mescola. Contro un flusso di ventre sanguinolento, bruciare della piantaggine psillio in un recipiente di terracotta e ridurre in polvere che verrà somministrata con un uovo o, meglio, con acqua di rose. Questo se il flusso proviene dalle budella alte; se proviene dalle budella basse, applicare la polvere dal di sotto con una compressa; poi fare un impacco di questa polvere con aceto, bianco d'uovo e acqua di rose, e applicare sul basso ventre nel secondo caso e sull'ombelico nel primo. Contro il sangue dal naso, mettere lo stesso impacco sulla fronte e sulle tempie, oppure introdurre nelle narici uno stoppino di polvere di quest'erba mischiato a del succo di sanguinaria. Contro gli apostemi caldi, inumidire un piccolo sacchetto pieno di piantaggine psillio nel succo di un'altra erba fredda e applicare, avendo cura di rinnovare spesso la piantaggine psillio. Per i capelli ruvidi, lavare la testa con l'acqua del suo decotto. La freddezza e l'umidità della piantaggine psillio sono così impalpabili che conviene spesso aggiungere un altro componente freddo, senza il quale esse si dissolverebbero molto in fretta».

[cit. Le livre des simples médecines, ms. 12322 Bibliothèque Nationale de Paris]



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Psyllium afrum (L.) Mirb. - Psillio

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