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Colocasia esculenta (Schott) F.T. Hubb et Rehder- Colocasia Taro

 

Il taro rappresenta l'ingrediente base nell'alimentazione di molte popolazioni dell'Oceania, dell'Africa (cocoyam) e delle isole Hawaii (poï). Si può bollire o grigliare a fette oppure friggerlo ad anelli nell'olio di palma. Il taro ha proprietà nutrizionali equivalenti alla patata comune ma con le seguenti differenze: ha quantità più elevate di calcio (quindi è indicata in diete per chi presenta carenze di calcio), un quantitativo doppio di ferro, ma molta meno vitamina C. La sua radice è tossica se mangiata cruda (causa forte bruciore alla mucosa faringea); è necessario quindi bollirla prima di consumarla. Fra l'altro si deve stare attenti anche a non toccarsi gli occhi dopo averne maneggiato la polpa perché può causare forti irritazioni. Secondo recenti ricerche i rizomi del taro sono un'importante fonte di amidi rispetto a tutti gli altri vegetali, anche per la dimensione stessa dei granuli di amido, 10 volte inferiori a quelli della patata, che rendono migliore la cottura e la digeribilità. Il taro è inoltre ricca di proteine vegetali, di vitamine del gruppo B e di potassio.

 

Citazioni

 

«La colocasia è nota in Egitto e Siria, ma io (EGO) c’è l’ho in Salerno, nel mio giardino, vicino ad una fonte ragguardevole (graziosa) - erba che nasce vicino alle acque e ha foglie grandi e larghe - contiene sale - detta anche fava egiziana - la radice bollita emette un succo amaro e anche una viscosità che prima teneva nascosta e per questo è generativa di grosso nutrimento (= indigesta)».

[cit. Mattheus Sylvaticus, Opus Pandectarum Medicinae, Venezia 1523, c. 196, Culcasia]



«Colocasia è Il nome della radice della Fava d’Egitto»

(Da Mattioli - Discorsi).



«è un legume simile alla nostra fava - non è il lupino, come ritennero alcuni, detto anche fava siriaca - Dioscoride: che nasce in Asia e in Sicilia negli stagni - foglie alte e larghe che portano un fiore giallo, e se fiorisce molto perde le foglie - il fiore è al centro della pianta dove c’è la rotondità - questi fiori si chiamano cinorfa - radice più grossa di una canna - si mangia cotta e cruda e si chiama collocasia o culcasia - il suo seme si mangia secco e verde e nero ed è più grande della nostra fava».

[cit. Mattheus Sylvaticus, Opus Pandectarum Medicinae, Venezia 1523, c. 250, Faba egyptiaca]

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Colocasia esculenta (Schott) F.T. Hubb et Rehder- Colocasia Taro

Pianta
Image: Ms London, British Library, Egerton 747, fol. 92r.

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