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Mentha rotundifolia (L.) Huds. - Menta a foglie rotonde

 

Il nome Mentha, secondo la mitologia greca, deriva da quello di una ninfa: Minte, amata da Ade, che Proserpina, per gelosia, tramutò in pianta. La menta era conosciuta in tempi remoti per le sue qualità medicinali; i Cinesi, anticamente, ne vantavano le proprietà calmanti e le sue virtù antispasmodiche. Ippocrate considerava la menta un afrodisiaco, mentre Plinio ne vantava l'azione analgesica. Oggigiorno, la menta si usa, insieme con verbena e tiglio, per preparare una tisana molto digestiva. Tutte le specie di Mentha hanno praticamente le stesse proprietà medicinali, dovute, principalmente, a un alcol estratto dall'essenza di menta, il mentolo, che sembra sia stato scoperto nei Paesi Bassi alla fine del XVIII secolo. Il mentolo si è rivelato un ottimo stimolante per lo stomaco, un antisettico e un analgesico, non senza pericoli per il sistema nervoso, perché, se usato a forti dosi, può provocare la morte agendo sul bulbo rachideo.

 

Citazioni

 

«La menta è calda e secca al secondo grado. Vi sono tre tipi di menta: la prima, detta menta dei giardini, scalda moderatamente e conforta. La seconda, selvatica, chiamata mentastra, è quella che scalda più violentemente. Il terzo tipo di menta, dalle foglie più allungate, più larghe e più dentellate, chiamata menta romana o menta saracena, è diuretica, stimola l'appetito e purifica più degli altri tipi di menta, perché è più amara e penetrante. La menta domestica è la più adatta all'applicazione medicinale e, fresca o essiccata, essa mantiene inalterate le sue virtù. Per farla seccare, è necessario porla in un luogo ombreggiato. Si mantiene molto bene anche un anno. Le sue virtù sono: disperdere e schiarire gli umori con le sue qualità intrinseche e confortare con il suo buon profumo. Contro i cattivi odori della bocca causati dalla putredine delle gengive e dei denti, lavare bocca e gengive con aceto nel quale si sarà cotta della menta dei giardini, poi sciacquare le gengive con la menta e con la sua polvere. Per fare ritornare l'appetito, perduto a causa di umori freddi contenuti alla bocca e allo stomaco, fare una salsa di meta con aceto e un po' di cannella o di pepe. Contro il vomito provocato da debolezze di ritenzione o dal freddo, cuocere la menta in acqua salata o aceto; bagnarne una spugna che si applica sulla forchetta del petto oppure posarvi semplicemente la menta cotta. Il malato deve anche mangiare la menta. Contro lo svenimento e le debolezze di cuore, in caso di febbre o altra malattia dovuta a qualsiasi causa, preparare la menta tritata in aceto e un po' di vino, questo se il malato non ha febbre e, nel caso ne avesse, soltanto in aceto. in questo preparato mettere a bagno un pezzo di pane ben tostato, quasi bruciato, abbastanza a lungo perché sia ben imbevuto. Metterlo sul naso del paziente, poi strofinargli la lingua e le gengive come pure la fronte e le tempie. Infine, metterle una parte sul polso delle braccia e delle tempie e fare macerarne l'altra parte, dandola da succhiare al malato perché ne inghiotta l'umidità. Per pulire l'utero, cuocere le punte tenere della pianta nel vino e farne un suppositorio. Contro i dolori del ventre chiamati coliche, cuocere dei gambi di menta nel vino e applicare sotto forma di impiastro sul basso ventre e sui reni. In caso di latte coaugulato nelle mammelle, ricorrere allo stesso rimedio. È bene sapere che ogni contravveleno deve essere somministrato con succo di menta per la sua virtù di attirare il veleno. Se questo succo non è disponibile, sostituirlo con vino (o acqua) del decotto di menta».

[cit. Le livre des simples médecines, ms. 12322 Bibliothèque Nationale de Paris]



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Mentha rotundifolia (L.) Huds. - Menta a foglie rotonde

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