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Gentiana lutea L. - Genziana maggiore

 

Questa pianta presenta un sapore amaro pronunciato e viene utilizzato soprattutto per stimolare secrezioni gastriche. Ha anche un'azione tonica sul fegato e sulla cistifellea così come su tutto l'organismo. Si prende almeno mezz'ora prima dei pasti sotto forma di gocce stomatiche (tinctura amara), oppure in polvere, fino a 1 g. alla volta e anche in decotto o infusione. In forti dosi, può causare mal di testa. Viene utilizzata la radice fermentata nell'industria alimentare e in quella dei liquori amari. Si lascia essiccare lentamente e acquisisce un colore rossastro.

 

Citazioni

 

«Dioscoride: si dice che fu trovato da un imperatore Illirico - le foglie circostanti la radice hanno odore di noce e sono simili alla plantagine ma un pò rossastre, incise come una sega al sommo - lo stelo è flessibile e vuoto e somiglia ad un dito più lungo di due cubiti, nodoso ed intorno ai nodi nascono le foglie - il seme è nei pressi delle foglie in “pomulis” piccoli frutti larghi e dolci - in medicina si usa la radice - Serapione: i semi sono simili a quelli della pianta che si chiama sachilio (= afodillo) - radice lunga simile a quella dell’aristologia, amara e tendente al nero - luoghi ombrosi e umidi».

[cit. Mattheus Sylvaticus, Opus Pandectarum Medicinae, Venezia 1523, c. 286, Gentiana]



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Gentiana lutea L. - Genziana maggiore

Pianta
Image: Ms London, British Library, Egerton 747, fol. 42v.

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