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Cinnamomum camphora (L.) J. Presl - Canforo

 

La distillazione del materiale di potatura, delle radici oppure delle scaglie di legno produce solidi cristalli bianchi di canfora e l'olio di canfora. I cristalli erano usati in passato come incenso, profumo, materiale per imbalsamare i corpi e come palline antitarme. L'olio di canfora è analgesico, antisettico e migliora la circolazione.

 

Citazioni

 

«Il suo legno già molte volte abbiamo visto, ed è bianco, frangibile, lieve, nei rami del quale si contiene qualcosa dei resti della canfora, che esce per sublimazione - anni di buon raccolto e anni senza - negli anni che avvengono molti fulmini, tuoni e terremoti si genera molta canfora - è una gomma di colore rosso maculata. - Serapione: pianta la cui gomma è la canfora - Avicenna: è un albero che fa una grande ombra per gli uomini che vivono nella regione dei leopardi - Avicenna: uso della canfora provoca canizie».

[cit. Mattheus Sylvaticus, Opus Pandectarum Medicinae, Venezia 1523, c. 130, Camphora]



Camus (Op. cit.) segnala che alcune piante come l’Achillea ageratum L. o la Camphorosma monspeliaca L. venivano usate per sofisticare la canfora, il cui prezzo era assai elevato.

 

Citazioni

 

«Dico adunque, che la Camphora e gomma d’uno albero d’India tanto grande, che possono sotto la sua ombra stare le centinaia de gli huomini. Nasce questo albero nei monti, che son quivi vicini al mare […]»

(da I Discorsi di P.A. Mattioli, capitolo «Del Lentisco», p.79) Cfr. c.201 (Darsen); c.540 (Melochaa); c.637 (Sedis)



«Serapione da Dioscoride: erba che nasce in India in luoghi umidi e paludosi - senza radice - si raccolgono queste foglie galleggianti sull’acqua - è poi ottimo poichè è leggero e biancastro o nerastro con odore di nardo senza salsedine (vila) e assai durevole: gli Indiani raccolgono quest’erba, vi inseriscono un filo di lino e la seccano d’estate e la conservano: quando d’estate per la violenza del calore la terra si inaridisce con tutte le erbe, se le erbe secche non vengono bruciate col fuoco, l’anno successivo non generano altre erbe».

[cit. Mattheus Sylvaticus, Opus Pandectarum Medicinae, Venezia 1523, c. 637, Sedis]
«Tenuto sotto la lingua, fa bonissimo fiato: e messo tra le vesti, loro dà buono odore, e le conserva dalle tignuole»

(da I Discorsi di P.A. Mattioli, capitolo «Del Malabathro», p.32).

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Cinnamomum camphora (L.) J. Presl - Canforo

Pianta
Image: Herbario Nuovo di Castore Durante, Roma, 1585, p. 2

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