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Asphodelus fistulosus L. - Asfodelo Fistoloso

 

Nell'antica Grecia gli asfodeli erano usati frequentemente per ornare le tombe. Porfirio racconta che questi fiori venivano posti a dimora sopra i sepolcri perché ai defunti non venisse a mancare il cibo. Omero descrive prati biancheggianti di asfodeli nella zona degli Inferi riservata agli eroi. Molti erboristi li adottavano anche contro il morso dei serpenti; ad esempio Castore Durante nel 1585 scrive nel suo “Herbario Novo”: “… dà miglioramento ai veleni della scolopendra e dello scorpione, la radice, bevuta, fortifica gli appetiti di Venere, giova al trabocco di fiele, caccia fuori le pietre dai reni. Le foglie degli asfodeli vengono risparmiate dal bestiame. Asphodelus: deriva dal greco a = non, spodos = cenere e elos = valle; cioè valle di ciò che non è stato ridotto in cenere (Pignatti). Il nome deriva dal fatto che gli asfodeli ricoprono garighe di sovente soggette ad incendi. Poiché gli organi sotterranei degli asfodeli (bulbo-tuberi) sopravvivono al passaggio del fuoco, gli asfodeli e le piante che hanno la capacità di sopravvivere agli incendi sono quello che appunto resta di ciò che non è ridotto in cenere; fistulosus: per le foglie cave all'interno. La presenza degli asfodeli, tipica nelle garighe, indica uno stato di degradazione dell'ambiente. Gli asfodeli sono tipici di zone prive di copertura arborea e di sufficiente strato di terreno.

 

Citazioni

 

«L'asfodelo è caldo e secco al secondo grado. Ha foglie simili a quelle del porro e la testa a forma di testicolo. In medicina si impiega maggiormente la radice rispetto alle foglie: essa è migliore fresca piuttosto che secca. L'asfodelo ha virtù diuretiche e, impiegato come l'aneto, è efficace contro tutte le malattie curate da quest'ultimo. Ma è anche efficace contro l'alopecia. A questo scopo prendere delle api bruciate, ridurle in polvere, mescolarvi del succo di asfodelo e spalmare il tutto sulla testa del paziente. Come le difficoltà ad urinare, mettere, in tre once di succo di asfodelo, una dracma di polvere di sassofrasso e una di polvere di mioglialsole. Fare bollire fino a che il tutto non si riduce di tre quarti, quindi somministrare al paziente con dello zucchero. Contro l'idropisia detta leucoflemmasia, fare bollire tre once di scorze di sambuco e tre once di spirea filipendula in tre once di asfodelo. Contro la nubecola della pupilla ed altre malattie dell'occhio, mettere mezza oncia di zafferano e un'oncia di mirra a bollire in mezza libbra di buon vino rosso e mezza libbra di succo di asfodelo. Far bollire finché il tutto non si riduce della metà ed esporre al sole in un vaso di bronzo per ridurre ancora della metà. È un rimedio straordinariamente efficace ed è valido anche per i casi di impetigine o alopecia».

[cit. Le livre des simples médecines, ms. 12322 Bibliothèque Nationale de Paris]



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Asphodelus fistulosus L. - Asfodelo Fistoloso

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